Arte del territorio

Museo Nazionale di Matera e Territorio

Il Museo Nazionale di Matera vive in simbiosi con il territorio, in un rapporto osmotico, che rappresenta una risorsa vitale per l’attività di valorizzazione.

Questa sezione illustra il percorso storico e artistico della Basilicata dal Medioevo al Settecento attraverso una preziosa selezione di opere (affreschi, dipinti su tela e su tavola, sculture lignee e lapidee) appartenenti al patrimonio d’arte sacra della nostra regione.

Sono opere che hanno perso la collocazione originaria, provengono da edifici sacri inibiti al culto, o che, prelevate per restauro, vengono presentate per mostrare al pubblico i risultati di questa importante attività.

Sono esposti i frammenti strappati e trafugati nel 1961 dalle pareti di alcune chiese rupestri della Murgia materana (Santa Maria degli Angeli, Santa Maria della Vaglia e Madonna delle Tre Porte) in gran parte recuperati alla metà degli anni Sessanta, insieme ad un altro importante frammento riacquisito al nostro patrimonio nel 2012.

Inoltre sono esposti i pannelli di affresco delle chiese rupestri di San Giovanni in Monterrone e della Madonna dell’Idris asportati con una metodologia di intervento consueta nei primi anni Settanta, poi superata da una più attenta scelta conservativa adottata a partire dal 1976 con l’avvio di importanti campagne di recupero delle chiese rupestri e di restauro in loco degli affreschi.

Accanto agli affreschi il prezioso trittico su tavola, ascritto al Maestro delle tempere francescane, artista attivo alla corte di Roberto d’Angiò nei cantieri napoletani di Giotto, delle cui straordinarie novità si fa portatore e divulgatore.

Opere che introducono al racconto di uno straordinario e affascinante ‘medioevo lucano’, denso di eccellenti esempi e testimonianze artistiche.

La narrazione continua con il San Sebastiano di Giovanni Merigliano da Nola del Castello di Melfi e la pala d’altare del convento di sant’Antonio di Rivello di Giovan Bernardo Azzolino, interpreti del nuovo linguaggio rinascimentale; le cinquecentesche opere lapidee di Stefano da Putignano e del materano Altobello Persio.

Infine la pittura del Seicento e del Settecento insieme ai busti in cartapesta di Moliterno e il paliotto in gipsoplastica di Gaetano Vita, opere che alludono a prodotti più aulici in argento e commesso marmoreo e le importanti sculture lignee di Giacomo Colombo, che qualificano la committenza lucana desiderosa di acquisire le novità provenienti dalle vicine aree tirrenica e adriatica.

Un museo, quindi, non solo da vedere, ma da percorrere a passi d’Arte.

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