La luna rossa

Carlo Levi , 1929 , Palazzo Lanfranchi

L’opera fa parte della produzione giovanile di Carlo Levi, durante gli anni della sua formazione svoltasi principalmente tra Torino e Parigi, ma questa ambientazione rimanda a un paesaggio marino forse da riconoscersi nel paese di Alassio. Qui, a partire dagli anni Venti il pittore trascorse lunghissime vacanze estive ed è questo luogo affacciato sul mare che ci permette di citare una delle poesie più belle dedicate al tema del notturno:

 

AD ATTIDE RICORDANDO L’AMICA LONTANA
(Poesia di Saffo con traduzione di Salvatore Quasimodo)

Forse in Sardi
spesso con la memoria qui ritorna

nel tempo che fu nostro: quando
eri Afrodite per lei e al tuo canto
moltissimo godeva.

Ora fra le donne Lidie spicca
come, calato il sole,
la luna dai raggi rosa
vince tutti gli astri, e la sua luce
modula sulle acque del mare
e i campi presi d’erba:

e la rugiada illumina la rosa,
posa sul gracile timo e il trifoglio
simile a fiore.

Solitaria vagando, esita
e a volte se pensa ad Attide:
di desiderio l’anima trasale,
il cuore è aspro.
E d’improvviso: “Venite!” urla;

e questa voce non ignota
a noi per sillabe risuona
scorrendo sopra il mare.

 

Cit. tratta da Salvatore Quasimodo [traduttore], Lirici greci tradotti da Salvatore Quasimodo, Milano: Mondadori, 1965.

  • Carlo Levi
  • Piazzetta Pascoli, 1, 75100 Matera MT
  • Dipinto
  • Pennello ad olio
  • l 28
  • 47x32
  • Musei nazionali di Matera

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