Luigi Guerricchio

Pittore, 1932-1996

L’opera del Guerricchio negli anni si è estesa alla pittura, al disegno a pastello, all’incisione con le tecniche dell’acquaforte, dell’acquatinta e della xilografia, ai mosaici, alla cartapesta.

Luigi Guerricchio, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Napoli e aderisce al movimento dei Giovani Realisti; a Portici incontra Rocco Scotellaro: “Se vuoi fare il pittore devi guardare in faccia alla gente nostra, a quella dei nostri paesi, andare per borghi, su e giù per i Sassi”. Parole preziose regalategli dal poeta, pochi mesi prima che si spegnesse. Non prima di avergli presentato Carlo Levi e Guttuso. Al termine di esperienze, incontri, avventure d’arte e di vita attraverso l’Italia e l’Europa, Guerricchio ritorna a Matera e ne fa il centro della sua attività. “Rividi le caverne della Murgia, aperte come bocche di neonati, le povere case, le madri e i bambini dei Sassi. Dove volevo andare a trovare altro posto che avesse carattere, bellezza e fantasia più di questo paese?” Guerricchio racconta la sua terra, con la capacità introspettiva ed emotiva di chi è profondamente radicato nella propria comunità e nei luoghi che da sempre gli sono appartenuti. Con lo sguardo aperto al mondo, l’autore è stato testimone attento, critico e disincantato dei cambiamenti epocali della società, a metà del ‘900, comunicandone, nei dipinti e nelle grafiche, i disagi, le lacerazioni e le speranze. La famiglia Guerricchio ha concesso in comodato a questo museo centocinquanta opere e ha donato il patrimonio librario e l’archivio privato dell’artista.

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